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Il quinto elemento

Il quinto elemento culturale

La coesistenza di contrasti morfologici e culturali come espressione di Democrazia.

Il quinto elemento
«Disposti planimetricamente lungo la linea di costruzione, quattro megaliti stilizzati in pietra levigata scandiscono il lotto 128, trasformandosi in un’imponente base su cui si adagerà un cubo cromato, tecnologico e riflettente: il Quinto Elemento, la nuova Casa della Cultura di Beirut»
Il principio generatore del progetto richiama il concetto dell’antico mito libanese di Baalbeck, in cui la presenza di enormi blocchi megalitici è giustificata come base su cui il dio dovrebbe discendere dal cielo.
L’obiettivo del progetto è quello di creare un unico sistema planimetrico intrecciato, dal quale emerga chiaramente una percezione di “CONTRASTO” sia fisicamente che formalmente nel linguaggio architettonico, nella pianta e nell’uso dei materiali del progetto. Questa scelta è il risultato della volontà del progetto di tradurre in modo formale l’essenza storica della città di Beirut, caratterizzata da contrasti morfologici e culturali. Le “opposizioni” e gli “opposti” da sempre presenti a Beirut devono e possono convivere.
La geometria rigorosa che caratterizza la pianta del progetto si traduce in un’inaspettata complessità volumetrica, volta a mettere in risalto un evidente contrasto nel linguaggio architettonico, derivante dalla rigidità e dalla purezza delle linee dell’involucro esterno, segnate dai quattro edifici monolitici, e dai loro tagli organici determinati dalle linee interne. Questi elementi, formalmente diversi e asimmetrici tra loro, proprio come le culture che convivono a Beirut, formeranno insieme la base su cui verrà posizionato il cubo centrale. Nasce così un sistema che rispecchia la società che lo ospita, un sistema in cui situazioni diverse entrano in comunicazione tra loro, cooperando funzionalmente e fisicamente.
Una composizione di stampo modernista e minimalista articola e governa lo spazio con segni netti e puliti, con contrasti puntuali tra pienezza e vuoto, che realizzano un’idea di progettazione protettiva e introversa, dove la forma è sempre la conseguenza naturale della sostanza, e sottolinea gli effetti della luce naturale, fattore determinante finale dell’intero layout.
L’ipotesi progettuale prevede un edificio composto da cinque corpi distinti. Quattro di essi sono disposti lungo i lati principali dell’area, occupando il 70% dello sviluppo dell’involucro esterno. Questi elementi planimetrici definiscono gli spazi esterni, creando un rapporto comunicativo costante con la parte interna. Interamente rivestiti in pietra locale, assumono un aspetto monolitico e si presentano formalmente come elementi distinti l’uno dall’altro, in una sintesi e in un simbolo delle diverse origini culturali della popolazione di Beirut. Al centro di questo sistema, sospeso, emerge un cubo prominente, leggermente distorto dal punto di vista formale. È IL QUINTO ELEMENTO del sistema. È LA CULTURA.